Matteo Renzi - Presidente del Consiglio dei Ministri Italiani

2016: L’Italia riparte, e il Brasile?

Anche grazie agli italiani nel mondo, il 2016 potrebbe essere un anno di svolta.

Dopo un decennio di stagnazione economica e di una lunghissima crisi politico-istituzionale, l’Italia ha chiuso il 2015 con una crescita del PIL intorno all’1% e si appresta a consolidare nel corso del 2016 e del 2017 questo dato, che dovrebbe attestarsi all’1,5%.

Un buon risultato per un Paese che raggiunge nuovamente l’ottava posizione tra le grandi potenze mondiali, superando proprio il Brasile che torna al nono posto.

Le riforme del governo guidato da Matteo Renzi iniziano a produrre effetti anche nell’economia e, dall’estero, si torna a guardare all’Italia come una nazione leader in Europa e nel mondo.

Anche per gli italiani nel mondo i segnali sono di ottimismo e speranza: il 2015 che ci siamo lasciati alle spalle sarà ricordato come l’anno in cui è tornato il segno più davanti a tanti capitoli relativi ai programmi per l’Altra Italia che vive all’estero.

L’Italia riparte anche grazie all’export e al made in Italy; in una parola: agli italiani nel mondo!

I ripetuti tagli ai programmi di promozione della lingua e cultura non ci sono più; il sistema ricchissimo e prezioso delle Camere di Commercio italiane all’estero continuerà ad essere finanziato e sostenuto con nuove importanti risorse; i consolati riceveranno nuovi fondi e investimenti in grado di renderli più efficienti e adeguati alla grande domanda di servizi che ricevono quotidianamente. Sono solo alcune delle principali misure contenute nell’ultima legge di stabilità, quella che sovrintenderà alle spese dello Stato italiano per il 2016, e che riguardano direttamente la vita degli italiani nel mondo e la proiezione internazionale del Paese.

Segnali positivi forse ancora lontani dalle nostre aspettative e dalla prospettiva concreta di una rapida soluzione di tanti piccoli e grandi problemi rivendicati da tempo dai milioni di italiani che vivono fuori dai confini del nostro Paese. Sicuramente però si tratta di una prima inversione di tendenza, di un chiaro segnale di attenzione manifestato dal governo italiano e dal suo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Del resto avevamo già ascoltato il nostro Capo del governo parlare con gratitudine e riconoscenza – in Australia come in Perù, in Colombia come negli Stati Uniti – del grande ruolo che hanno avuto e continuano ad avere le comunità italiane nel mondo. Dopo le parole ci aspettavamo i fatti, e questi ultimi sono arrivati e noi ne prendiamo atto.

L’Italia riparte! È questo l’imperativo del governo italiano e siamo contenti, come italiani anzitutto, che anche gli indici macroeconomici confermino l’ambizioso obiettivo dei nostri governanti. E non è irrilevante, tantomeno un caso, il fatto che in questa ripartenza il peso dell’export e del ‘made in Italy’ abbiano un ruolo forte e decisivo; un peso che in gran parte deriva proprio dalla estesissima penetrazione della presenza italiana nel mondo, vero e proprio ‘asset’ unico ed esclusivo che pone l’Italia in una posizione privilegiata rispetto a quasi tutti i nostri concorrenti, vecchi e nuovi.

Grazie allora all’Italia che riparte e grazie ai protagonisti di questa nuova tappa della lunga storia del Paese, destinata a rafforzare non solo la nostra economia, ma anche l’insostituibile ruolo dell’Italia sul piano europeo e internazionale.

E il Brasile, Paese-fratello e patria di almeno 36 milioni di italo-discendenti? Ancora una volta le parti sembrano invertirsi: ad una Italia che cresce corrisponde un Brasile in crisi, economica e politico-istituzionale. Quanto sta avvenendo in Italia dimostra che tutte le crisi sono passeggere; possono e devono essere superate.

Il nostro augurio è che, finalmente, tra qualche anno i nostri due Paesi possano tornare a crescere insieme e in parallelo, anche grazie al contributo degli italiani del Brasile e alla comunità brasiliana che vive in Italia, anch’essa sempre più dinamica e numerosa.